24 Febbraio 2024
Via Bottazzi
Magazine Musica

Il ritorno di Irama con “Il giorno in cui ho smesso di pensare”

Dopo ben due anni dal suo ultimo disco “Crepe”, Irama torna con un nuovo progetto intitolato “Il giorno in cui ho smesso di pensare”, un’antifrasi per sottolineare come lui non riesca mai a smettere di interrogarsi.

Cenni Biografici

Irama Plume è lo pseudonimo di Filippo Maria Fanti; nato a Carrara il 20 dicembre 1995. Dopo aver provato nel 2016 con Saremo Giovani, esordisce nel 2018 nel programma Amici, dove vince.

Una serie di vittorie lo seguiranno, premi, e tra le più importanti, Amici Speciali nel 2020, un’edizione straordinaria dedicata in sostegno dei medici per affrontare la pandemia.Irama non si ferma, riesce a partecipare ben altre tre volte a Sanremo, ma in categoria big; quest’anno con “Ovunque sarai” si è classificato quarto ed inoltre, il suo singolo anticipava il nuovo album uscito il 25 febbraio.

Irama e Sfera

Il nuovo CD e le tracce

Irama ci accompagna in nuovo viaggio musicale, fatto di unioni ibride, alla ricerca di nuovi mondi legati alla musica grazie a delle collaborazioni, anche internazionali, esce con un album di ben 12 nuove tracce, seguite da Ovunque Sarai. 

Di seguito la tracklist:

  • Sogno Fragile
  • Baby-Capitolo XI
  • Una lacrima feat Sfera Ebbasta
  • 5 gocce feat Rkomi
  • Como te llamas feat Willy William
  • Yo quiero amarte
  • Una cosa sola feat Shablo
  • Colpiscimi feat Lazza                                                                                
  • Iride feat Guè
  • Goodbye
  • Mocherie feat Epoque
  • É la Luna
  • Ovunque Sarai

Il cd parte con un Intro che possiede una musica che porta alla nascita, o meglio rinascita. Tutto fa pensare all’inizio di qualcosa di nuovo, infatti, come si vedrà nelle tracce successive, Irama si immerge in stili a cui non apparteneva, o meglio, in cui era poco conosciuto. Sempre più circondato da melodie afro e latine, lascia spazio anche al rap con Iride dove si cimenta lui stesso nello stile, ma anche grazie alle collaborazioni con Sfera e Guè Pequeno. L’album infatti viene collocato in un genere urban-pop.

Alla scoperta de” Il giorno in cui ho smesso di pensare.”

In una sua recente intervista pubblicata da SpotifyItaly, Irama trasporta i suoi ascoltatori traccia per traccia alla scoperta del suo nuovo progetto.

Dopo l’intro di Sogno Fragile già citato, Irama resta nel suo stile, con una ballad, un po’ rock, che è Baby, per poi iniziare con le collaborazioni attraverso Una lacrima, dalle sonorità latin-urban per cui è già conosciuto, che vanno a mescolarsi con quelle di Sfera.

Torna a collaborare con Rkomi, già celebre per il loro successo con il singolo Luna Piena, decidono di tornare insieme con 5 gocce. Essa è realizzata con Mr.Naisgai a distanza, lui infatti  si trovava a Miami; subito dopo Mirko entrò nella canzone scrivendoci una strofa, dando vita a un singolo dalle vibes anni 80.

Segue Como te Llamas, una delle collaborazioni più importanti, poiché fa entrare il cantante in una scena internazionale, anche grazie all’utilizzo dello spagnolo.

Con Yo quiero amarte, si va verso un mondo super latin, una quasi ballad, romantica che racconta una storia realmente accaduta.

Fra le collaborazioni torna Shablo, attraverso la relazione tormentata di Una cosa sola. Ricordiamo che Shablo è sempre più presente nei progetti di Irama, ha curato la direzione artistica del disco e anche precedentemente si vedevano le sue orme in “La genesi del tuo colore”. 

Il brano, come racconta Filippo, in realtà nasce davanti un lago, faceva freddo e forse, la necessità di scaldarsi, non solo letteralmente, dà vita a una canzone dalle sonorità leggere e veloci. Colpiscimi e Iride (realizzato con Mace) fanno entrare in un mondo rap, soprattutto la prima è un brano molto crudo, diretto e sincero, senza utilizzo di metafore.

Continua ancora con Goodbye, una ballad struggente che diventa un ibrido grazie a una strofa rap senza filtri. Con Moncherie, l’artista racconta il suo rapporto con l’alcool. Il brano nasce come un dialogo con una bottiglia, che viene incarnata da una figura femminile che è Epoque. Al suo interno, vi è anche un riferimento al padre, gli chiede scusa, cosa già fatto in altri brani, poiché nonostante abbiano avuto un buon rapporto, le scelte effettuate da Irama non corrispondevano alle aspettative della famiglia.

Irama e la nonna

Quasi alla fine, troviamo É la luna, che definisce per lui come una “canzone speciale”, dalle sonorità latine, fino ad arrivare ad Ovunque Sarai.

In più interviste afferma che non si aspettava il grande successo che il brano sta ottenendo, ecco perché ringrazia sempre Amadeus per averlo voluto fortemente al festival. Irama rimane sorpreso e allo stesso tempo contento, che venga apprezzano un brano che si concentra su un rapporto quasi spirituale con gli elementi naturali e sulle emozioni profonde, legate alle perdita di una persona cara; nel suo caso è la nonna, a cui aveva dedicato già Un Respiro, scritta durante la sua permanenza ad Amici.

A cura di Sara Sapuppo

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