23 Giugno 2024
Via Bottazzi
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Will Smith agli oscar: perché non è un gesto romantico?

A distogliere l’attenzione dalla tanto attesa notte degli Oscar, e a offuscare la luce delle premiazioni, è stato un gesto clamoroso. Lo schiaffo di Will Smith al presentatore Chris Rock, reo di aver reso oggetto di una battuta comica la moglie dell’attore, Jada Pinkett. Il “comico” alludeva chiaramente all’alopecia, malattia con la quale la donna convive da tempo.

Will Smith e Jada Pinkett

Che lo schiaffo sia stato davvero un gesto di impeto o che sia stato solo parte di uno spettacolo creato ad hoc, come si è da subito iniziato a vociferare, importa davvero poco: il messaggio di Will Smith è stato chiaro. 

Le opinioni sui social media

Ciò che fa pensare non è il gesto già di per sé deprecabile, ma è come questo sia stato interpretato dagli utenti social.

Infatti, rispondere con la violenza fisica dovrebbe essere considerato a prescindere sbagliato, anche – o soprattutto? – se in risposta a una battuta di cattivo gusto. A sorprendere maggiormente è che protagonista di questo gesto rozzo e banale sia stato proprio un attore di fama mondiale, un professionista che dovrebbe essere capace di controllo di fronte a una telecamera e a un così vasto pubblico. Le battute e le critiche infelici di chi vuol far ridere ad ogni costo accompagnano la vita di tutti, specie dei personaggi pubblici, e qualche volta ne decretano il successo. 

Perché le donne vorrebbero un uomo che le difenda così?

E quindi stupisce che sui social imperino così  tanti tentativi di giustificazione. Soprattutto sorprende che non siano poche le donne che affermano apertamente di desiderare al proprio fianco un uomo capace di difenderle come ha fatto Will Smith, perché l’amore, come lui stesso ha affermato al momento del ritiro del premio, “rende folli”. Ma davvero basta come attenuante?

L’uso della violenza può davvero, per amore, essere considerata una risposta corretta? Ed essere accolto dal pubblico come una risposta migliore di una controbattuta sagace? 

Non sarebbe stato più cavalleresco lasciare alla propria donna, che da tempo si fa icona di una bellezza al di là degli stereotipi, l’opportunità di difendersi da sola?

Romanticizzare gesti simili non è poi così strano: cresciamo educate al culto dell’uomo in quanto maschio, che è tale perché dotato di istintività primitiva. 

Questo ci viene propinato da secoli: uno stereotipo che purtroppo continua ancora ad ammaliare, segno tangibile che non c’è stata una svolta vera, quella rivoluzione intellettiva che ci permetta di guardare il mondo non attraverso la confortevole lente del patriarcato. 

A cura di Anna Rosa Gagliano